Fotografo matrimonio: perché la fiducia conta più del portfolio
Il fotografo sarà la persona con cui passerai più tempo il giorno del tuo matrimonio.
Più del fioraio, che vedi 10 minuti.
Più del catering, che saluti appena.
Più della wedding planner, più del celebrante, più di tutti.
Dalla mattina presto, quando sei ancora in vestaglia con le tue amiche, fino a sera, quando la festa è già quasi finita e tu hai i piedi doloranti ma non vuoi smettere di ballare. Lì ci saremo noi.
È per questo che la scelta del fotografo non dovrebbe fermarsi mai al portfolio.
Il portfolio non ti dice come ti farà sentire
Su Instagram sono tutti bravi. Luci perfette, colori perfetti, pose perfette.
Ma nessuna foto ti dice cosa è successo prima di quello scatto. Se la sposa era a disagio. Se lo sposo non vedeva l’ora che finisse. Se gli invitati stavano aspettando da un’ora sotto il sole mentre gli sposi erano spariti per le foto.
Un portfolio non ti dice se quel fotografo ti ha messo ansia o ti ha fatto sentire leggera.
“Non vogliamo essere rapiti dai fotografi”
Ce lo dite quasi tutti al primo incontro. Ed è la frase che ci piace di più. Perché è esattamente la nostra filosofia di lavoro. Lo shooting degli sposi dopo la cerimonia è un momento importante, certo. Ma deve durare 20, 30 minuti al massimo. Non due ore.
Siamo veloci perché ci prepariamo prima. Studiamo la luce, studiamo la location, sappiamo già cosa vogliamo fare. Così quando arriviamo da voi, vi chiediamo solo di essere voi due. Senza pose strane, senza “ora guardate di là e fate finta di ridere”.
Voi vi abbracciate, vi parlate, vi prendete in giro. Noi fotografiamo quello. E poi vi riaccompagniamo alla vostra festa.
I vostri invitati non devono aspettarvi. Voi non dovete sentirvi in colpa per averli fatti aspettare.
Le foto che contano davvero tra 20 anni
Quando andiamo a consegnare un album, 9 volte su 10 la foto che fa commuovere davvero gli sposi non è quella posata al tramonto.
È quella rubata. Tuo padre che ti guarda mentre non te ne accorgi. Tua madre che ti sistema il velo con le mani che tremano. Il tuo migliore amico che ti abbraccia e ti dice qualcosa all’orecchio e tu scoppi a ridere.
Quelle non si costruiscono. Si vivono. Ma per viverle, devi avere vicino qualcuno di cui ti fidi. Qualcuno davanti a cui non hai paura di piangere, di ridere a bocca aperta, di essere goffa.
Se ti senti a disagio con il fotografo, si vede. In ogni singola foto.
Per questo ti dico sempre: al di là del portfolio, scegli la persona. Scegli chi ti fa sentire al sicuro. Chi ti fa ridere quando sei tesa. Chi sa quando sparire e quando avvicinarsi.
Noi non saremo mai quelli che vi rapiscono per ore. Saremo quelli che, tra 20 anni, vi faranno riaprire quell’album e dire: “Ricordi esattamente come ci sentivamo in quel momento?”.
Se cerchi questo, allora forse siamo le persone giuste per te.
Parliamone davanti a un caffè, senza impegno. Raccontatemi del vostro giorno.



